Chi sono

ruggero
baldo

Quando da adolescente i miei pomeriggi trascorrevano sul tartan della pista e tutti gli allenamenti erano spinti a migliorare l’esplosività e la velocità, mi accorgevo che in realtà ero a mo agio sul mezzofondo e che mi divertivo più nelle lunghe campestri invernali che nelle noiose attese delle batterie dei 110 ostacoli.

Andavo ad ammirare i maratoneti qui in Veneto e vedevo sfrecciare Pizzolato e Bordin, quando su di una rivista lessi un articolo che raccontava di una nuova disciplina che era da poco nata alle Hawaii e cominciava a fare proseliti negli USA: l’Ironman.

Rimasi folgorato, leggere di atleti che correvano una maratona dopo averne fatta una a nuoto e una granfondo in bici, mi galvanizzò e dentro di me si accese una scintilla che mi rese convinto che una persona così non poteva che essere una vero atleta, un modello cui ispirarsi.

Al tempo stesso un piccolissimo tarlo nella mia testa cominciò a fare il suo lavoro e a dirmi che un giorno avrei dovuto provarci, perché un sogno così non si può che rincorrere. Nel frattempo la vita andava avanti, con gli studi, la carriera fino a diventare consulente finanziario, le infinite avventure in montagna con il mio Dalmata, poi la mia prima Maratona, a Colonia, finché un giorno un ragazzo nella bottega di Pinarello mi disse “Ti ho trovato una bici, anche se tutti ti diranno che è un acquisto insensato, tu insegui la tua passione, inizia ad allenarti su questa crono”.


BOOM!


Le prime gare e dopo alcuni mesi il mio primo Ironman, a Mallorca!

E da lì, mi si è spalancato un mondo, anzi Il Mondo, visto che di Ironman ne ho fatti sin qui 9 e in tutto il pianeta, dal Deserto del Mexico alle Alpi Austriache, passando per i piattoni sconfinati di Florida e Texas, le montagne rocciose del Colorado e il vento indomabile di Lanzarote.