Oggi inauguriamo il primo di una serie di racconti che ogni tanto pubblicheremo per presentare i nostri atleti da un punto di vista più personale. Vi racconteremo come si sono avvicinati al triathlon o alla corsa, cosa li spinge ad andare avanti sempre e quello che sperano per il futuro che verrà
Parola ad Alessandra

COME SCALARE L'EVEREST CON LE CIABATTE

Io ci provo ma farlo per me e' piu' difficile che scalare l' Everest con le ciabatte...abbiate pieta'.

 
Sono Alessandra e ho cominciato a fare triathlon nel 2015 perche'...perche' nella vita arriva un momento dove si deve fare qualcosa di drastico: cambiare colore di capelli, cambiare lavoro, casa, paese, fare triathlon. Volevo qualcosa che mi facesse scontrare con il mio peggior nemico: io, che ho sempre fatto sport ma mai a livello agonistico. Volevo qualcosa che mi occupasse la mente e il tempo a tutto tondo perche' in quel periodo andava cosi.
Mi sono iscritta ad una squadra di Bologna e non sapevo neppure nuotare, nella prima gara di triathlon che ho fatto, l'olimpico del Brasimone, credo di aver nuotato a rana praticamente tutta la frazione nuoto. Sono arrivata ultima dopo gli ultimi ma l'ho fatta. Da lì e' stato un crescendo di gare tra podistiche e triathlon ignoranti ed adrenaliniche,  ricordo una mezza del Progresso con una costola incrinata e un 70.3 di Pescara con la spalla bloccata, fino al 2017 dove sono diventata Ironman a Cervia. Non molti credevano nella mia riuscita tant'e' che nel bollino rosso di rito ho tatuato una frase di Ghandi : "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci" e non aggiungo altro...
Nel 2018 sono arrivata ai Bushido e ho cambiato anche il mio approccio alle gare. " L'importante e' arrivare" si e' trasformato "L"importante e' arrivare...al podio",  infatti in quell'anno ho preso una pausa da IM e mi sono divertita a qualificarmi a Volano, 3° di categoria, all'olimpico del Marconi , 1° di categoria, a partecipare al campionato regionale dove sono arrivata 1° di categoria e anche in alcune podistiche ho raggiunto il podio, peraltro a sorpresa perche' le avevo fatte solo per allenarmi.
Nel 2019 mi sono iscritta a Klagenfurt e chi l'ha fatto sa a cosa e' andato incontro. Il peggior Klagenfurt di sempre, che mi ha costretto al ritiro al km 123 della bici. Non la considero una sconfitta, sono ancora al km 123 che mi aspetto e prima o poi io e Klagenfurt faremo i conti di nuovo.
Ho finito l'anno con la Maratona di Pisa e il 70.3 di Cervia.
Poi e' arrivato il 2020 e il resto e' storia.
In programma ci sono due IM: Francoforte e Cervia. Alcune podistiche, la maratona di Reggio Emilia e l'inossidabile Volano. Pensando positivo ho un anno impegnativo...
In futuro, come ho detto chiudero' la partita con Klagenfurt e siccome continuo ad affermare che nella vita bisogna cambiare, probabilmente quello sara' l'ultimo IM per lasciare il posto a ultra maratone e perche' no, ultra trail. Non sono sicuramente il prototipo di ultra atleta ma come ho affermato prima combatto contro il mio peggior nemico...
 
Alessandra